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Design for Change

L’hackathon della Scuola di Ingegneria dedicato alla prevenzione della violenza di genere

Design for Change

Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2025 di Design for Change, l’hackathon promosso in occasione del 25 novembre e dedicato alla progettazione di soluzioni digitali e tecnologiche per il contrasto alla violenza di genere.

L’iniziativa ha coinvolto studentesse e studenti della Scuola di Ingegneria in una giornata di confronto, creatività e impegno civile.

A coordinare e moderare i lavori è stato il prof. Mario Rapaccini, che ha guidato i gruppi attraverso le principali metodologie del design thinking, stimolando un approccio aperto, collaborativo e orientato alla creazione di soluzioni reali e futuribili.

Il risultato è stato un insieme di prototipi innovativi capaci di unire tecnologia, empatia e attenzione al benessere delle persone.

La giornata si è arricchita anche grazie ai contributi delle docenti coinvolte: l’intervento iniziale della dott.ssa Caterina Mellace (FORLILPSI) ha offerto un inquadramento prezioso sul tema; la dott.ssa Cecilia Polizzi (DICEA) e la prof.ssa Marianna De Santis (DINFO) hanno accompagnato i lavori portando prospettive tecniche e metodologiche dai rispettivi ambiti; mentre la prof.ssa Francesca Dello Preite (FORLILPSI) ha chiuso la giornata con un ringraziamento che ha sottolineato il valore formativo e umano dell’iniziativa.

 

I progetti sviluppati dalle studentesse e dagli studenti

 

Gruppo Giallo – Questionario di autovalutazione

Il team ha progettato un questionario anonimo, inviato tramite email neutra dall’ASL e inoltrato dal datore di lavoro, rivolto alle donne che desiderano una prima forma di autovalutazione sulla presenza di segnali di violenza psicologica. L’ente sanitario elabora in modo protetto i dati e, in caso di rischio, ricontatta la persona per proporre un incontro riservato di supporto. Una soluzione semplice ma ad alto potenziale di prevenzione.

 

Gruppo Verde – C4alcolatrice: app in modalità stealth per la sicurezza personale

(progetto vincitore)

Il progetto premiato dalla giuria immagina un’app che si mimetizza da innocua calcolatrice, ma che cela un sistema di protezione multilivello attivabile tramite codici segreti:

1.     Prevenzione e Supporto (codice 11+11).

L’app mette a disposizione due funzioni fondamentali: un supporto umano tramite chat con operatori e gruppi di mutuo aiuto, e la possibilità di avviare una chiamata diretta con un operatore.

2.     Diario Emotivo assistito dall'IA (codice 12+12).

L’utente può scrivere liberamente i propri pensieri. Un modello di linguaggio (LLM) analizza nel tempo il tono dei messaggi e, se rileva segnali di depressione o manipolazione psicologica (gaslighting), non si limita a registrarli: propone in modo discreto risorse o contatti utili. È una forma di prevenzione attiva.


3.     Geolocalizzazione (codice 13+13).

In caso di pericolo imminente, digitando il codice di panico lo schermo si oscura (stealth mode), apparendo spento. In realtà il sistema si attiva pienamente:

    1. invia immediatamente la localizzazione ai contatti fidati o alle FFDO;
    2. avvia una registrazione ambientale, creando una prova legale solida e utilizzabile.

 

Gruppo Blu – Smart ring e assistente virtuale per riconoscere situazioni di rischio

Il gruppo ha ideato un anello intelligente che monitora dati biometrici per intercettare cambiamenti emotivi significativi. Collegato a un’app con chatbot dedicato, offre alle giovani donne uno strumento discreto per interpretare segnali di disagio e ricevere supporto immediato.

 

Gruppo Rosso – SupportoDigitale: app per donne vittime di stalking

Il progetto propone un’app centrata sull’ascolto empatico e sulla riduzione di vergogna e paura del giudizio. Oltre alle consulenze specialistiche per la gestione dell’ansia e dello stress, include un pulsante SOS che invia la posizione e suggerisce percorsi monitorati e più sicuri (“green path”), per aiutare la persona a spostarsi riducendo il rischio percepito.

 

 

Tutti i progetti presentati si sono rivelati di grande qualità, dimostrando impegno, creatività e un approccio maturo a un tema complesso come la prevenzione della violenza. Tra le proposte, il Gruppo Verde si è distinto per la profondità dell’analisi e la solidità del concept, risultando il progetto vincitore dell’edizione. La proclamazione è stata affidata al prof. Arnone, Presidente della Scuola di Ingegneria, che si è complimentato con tutte le partecipanti e tutti i partecipanti per l’alto livello del lavoro svolto. Il gruppo vincitore ha ricevuto in premio le felpe ufficiali dell’Università di Firenze.

 

L’hackathon Design for Change ha dimostrato come le studentesse e gli studenti della Scuola di Ingegneria possano contribuire in modo concreto alla lotta alla violenza di genere attraverso soluzioni tecnologiche che mettono al centro sicurezza, prevenzione e sensibilità umana. Un esempio di come l’università possa diventare spazio di innovazione sociale e di responsabilità collettiva.

27 Novembre 2025

 

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